IL SECOLO TURCO
I paesi turcofoni plasmeranno il mondo: parola di Erdogan
IL SEMPRE PACATO ERDOGAN
Alla presenza dell’omologo uzbeco, il presidente turco Erdogan ha dichiarato che i paesi turcofoni plasmeranno il mondo nel ventunesimo secolo. Vari accordi e dichiarazioni sono stati firmati nel corso della visita ufficiale.
La mia analisi
La visita del leader uzbeco Mirziyoyev è avvenuta anche per celebrare i trent’anni dalla firma del Trattato di Amicizia Eterna tra Turchia e Uzbekistan. Questo per dire che sono almeno tre decenni che Ankara cerca di ritagliarsi un ruolo di primo piano in Asia Centrale, facendo leva anche sulle affinità culturali per provare a proiettare il glorioso passato imperiale nel presente. C’è riuscita, ma solo in parte. I rapporti commerciali sono stretti e la retorica è sempre molto enfatica, ma la potenza di fuoco economica e politica della Turchia è limitata. In Asia Centrale l’hanno capito da tempo.
ATTACCHI IN PAKISTAN
Alla fine della scorsa settimana attacchi coordinati nella regione sud occidentale pachistana del Belucistan ha causato oltre 30 vittime civili. L’esercito di Islamabad ha dichiarato di aver ucciso quasi 200 terroristi.
La mia analisi
Il Belucistan è la più grande regione del Pakistan e pure quella più povera. Confina con Afghanistan e Iran e al suo interno è attivo il movimento separatista locale che periodicamente compie attentati. Questo il contesto. Islamabad punta il dito verso l’India e l’Afghanistan, che sosterrebbero i separatisti, ma la realtà è più complessa di così e parla anche di sottosviluppo e sfruttamento di una regione in cui la Cina ha investito un sacco di soldi. Non a caso gli attacchi spesso colpiscono le maestranze cinesi. Un bel casino.
SERGIO GOR IN TOUR
L’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Asia Meridionale e Centrale Sergio Gor si trova attualmente nella regione, tra Uzbekistan e Kirghizistan, e ha preso parte anche a un business forum allargato a tutte le repubbliche dell’area.
La mia analisi
Quella di Gor è una figura particolare: ricopre anche il ruolo di Ambasciatore degli USA in India, è stato uno dei principali artefici dell’accordo sui dazi appena siglato tra Nuova Delhi e Washington ed è nato in Uzbekistan nel 1986 (vero nome: Sergey Gorokhovsky), un’informazione che per lungo tempo è stata tenuta nascosta. Questo nuovo viaggio in Asia Centrale dimostra una volta di più l’interesse di Trump per la regione ed è probabile che Gor sarà in grado di dare una spinta ulteriore alla proiezione statunitense nell’area.
LAVORATORI AFGANI IN RUSSIA
La Russia ha avviato trattative con l’Afghanistan per reclutare lavoratori che contribuiscano ad alleviare la carenza di manodopera nel paese, ha dichiarato Gul Hassan, Ambasciatore dei Talebani a Mosca.
La mia analisi
Non solo in Asia Centrale, la Russia sarebbe a caccia di forza lavoro pure in India, Bangladesh e Vietnam. Rispetto all’Afghanistan la storia si fa interessante se si pensa che il ministro degli Esteri russo, Lavrov, ha dichiarato che dal territorio afgano potrebbe provenire una seria minaccia alla sicurezza regionale. Quindi, per intendersi: da un lato, Mosca punta il dito contro i Talebani; dall’altro, chiede una mano per avere lavoratori. Occhio che i leader del Movimento fondamentalista non accettano critiche.
PILLOLE
L’ambasciatore dei Talebani a Mosca ha dichiarato che l’Afghanistan intende acquistare il petrolio e il gas di cui ha bisogno dalla Russia.
A causa della situazione in Iran, la low cost indiana IndiGo ha cancellato tutti i voli per Almaty, Tashkent, Tbilisi e Baku fino al 28 febbraio.
Diversamente da quanto annunciato, la nazionale uzbeca di calcio non giocherà un’amichevole con la Russia in vista del Mondiale 2026.
L’IMMAGINE DELLA SETTIMANA





